Oltrepò

terre d'oltrepò colline

L’Oltrepò Pavese si trova nella parte meridionale della Lombardia occupando un’area a forma di cuneo che si inserisce tra il Piemonte e l’Emilia Romagna, la cui punta si approfondisce sino a toccare l’Appennino ligure. Il territorio collinare dell’Oltrepo Pavese presenta un’orografia complessa con la definizione di valli principali, secondarie e di ordine inferiore.

Il Territorio

Percorrendo il territorio dall’Emilia verso il Piemonte si incontra la Valle Versa che è disposta con asse principale in direzione nord-sud. In alta Valle si trovano vigneti anche oltre i 400m, mentre Santa Maria della Versa principale località, ha vigneti non superiori a 350 m di quota; scendendo si arriva al centro di riferimento della Valle, Stradella.

Spostandosi verso ovest si incontra la Valle Scuropasso che ha andamento simile e parallelo alla Valle Versa, il centro di riferimento è Broni che come Stradella è attraversato dalla via Emilia. La Valle Scuropasso ha caratteristiche orografiche del tutto simili alla precedente anche se in realtà ha una sezione più ristretta. Comuni importanti sono Pietra de’ Giorgi, Rocca de’ Giorgi e Cigognola.

Più ad est troviamo la cosiddetta zona dell’ “Oltrepò Centrale” che in corrispondenza della Via Emilia è delimitata dal tratto che va da Redavalle fino a Casteggio. Qui il territorio è costituito da un insieme di piccole valli con andamento che apre a ventaglio e piega verso ovest rispetto all’asse della Valle Versa: sono la Valle dei Ronchi, la Valle di Losana ed altre ancora di ordine minore, fino al limitare della Valle del Ghiaia di Montalto da cui inizia il territorio Occidentale. In queste zone quindi, per la posizione degli assi delle valli, i versanti di destra sono tutti esposti a pieno meridione.

È la zona dove si raggiungono altezze considerevoli per la viticoltura, con rilievi che raggiungono 467m (Castello di Montalto Pavese).

Casteggio è il comune di riferimento a valle e costituisce uno dei principali nuclei di tutto l’Oltrepò collinare. La zona occidentale, si estende da Casteggio sino al limitare del tortonese, già nella Regione Piemonte. Ma la zona collinare più interessante dal punto di vista viticolo è compresa dal torrente Coppa che interessa i versanti di Montalto Pavese e Borgo Priolo, fino a Casteggio, dalla Valle Schizzola con pendenze da viticoltura eroica, e spostandosi sempre più ad occidente, dalle dolci pendici di Torrazza Coste e Codevilla. Nella sua parte più occidentale l’Oltrepò è delimitato dalla Valle Staffora che si inerpica sino alle alture di Varzi e Santa Margherita Staffora, che a sua volta di ramifica in valli minori come la Val di Nizza.

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I Vigneti

L’Oltrepò Pavese è una zona da considerarsi ad alta vocazionalità viticola, grazie alle sue caratteristiche pedologiche, territoriali e climatiche, che ben si adattano alla coltura della vite.

Attualmente sono coltivati a vite ben 13mila 500 ettari. Naturalmente l’estrema variabilità delle condizioni pedo-climatiche fanno sì che alcune zone si mostrino più adatte a certi vitigni piuttosto che altri, proprio sulla base delle caratteristiche genetiche di questi ultimi. Il segreto di Terre d’Oltrepò è quello di avere soci che coltivano ogni singola area, potendo così addivenire attraverso l’attento lavoro dei suoi tecnici a un’accurata selezione, che si fa notare dalla vigna alla bottiglia.

Se vero è che la vite è coltivabile un po’ ovunque in Oltrepò Pavese, vero è altrettanto che determinate caratteristiche organolettiche saranno raggiunte solo tenendo conto delle precise situazioni di terreno e clima in rapporto alle caratteristiche dei vitigni o in altre parole dell’interazione vitigno-ambiente, intendendo come ambiente l’insieme del terreno e del clima.

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Nella zona più orientale, con riferimento ai comuni di San Damiano al Colle e Rovescala, al confine con la provincia di Piacenza, è diffusa la coltivazione delle due principali uve a bacca rossa, Barbera e Croatina. Le uve raggiungono, per motivi legati oltre che al suolo anche al clima, ottimi livelli di maturazione, capaci sia di dare vini vivaci di corpo che di sostenere invecchiamenti notevoli con il contributo del legno nella vinificazione. Qui anche il Pinot nero con cloni adatti, fornisce degli ottimi vini rossi.

Di converso, la zona, non si presta all’ottenimento di bianchi particolarmente freschi ma riesce, comunque, con il Pinot nero a dare buoni vini bianchi fermi. In bassa Valle Versa, nella zona di Canneto Pavese, Montescano, Montù Beccaria, le medesime uve riescono a dare un prodotto che per motivi di ordine climatico è organoletticamente assimilabile alle zone geologicamente più vocate precedentemente descritte. La migliore espressione per le varietà a bacca bianca si ha in alta Valle Versa e in alta Valle Scuropasso dove si possono distinguere aree a vocazionalità omogenea.

Ottime risultano, per le basi spumante con Pinot Nero, Chardonnay, Riesling Italico, le zone di alta valle, la sponda di destra con Canevino, Volpara e Golferenzo, (ottime anche per la varietà Moscato) ed in parte Santa Maria della Versa. Sulla sponda di sinistra ha uguale valenza Montecalvo Versiggia. Per i bianchi fermi la zona migliore si sposta ad una quota inferiore verso il fondovalle degli stessi comuni.

La zona del Bronese e di Cigognola, che prosegue poi in fascia medio bassa nella collina prospiciente la pianura fino a Corvino San Quirico, nonché nella Valle Losana e colline circostanti, ha un’elevata vocazionalità per il vitigno Barbera, che difficilmente fornisce buoni risultati se coltivato oltre i 250m di quota. In questa zona la Croatina ha un area di elevata vocazionalità, più ristretto rispetto alla Barbera, che si adatta meglio ad una fascia compresa tra 200 e 250m su suoli marnoso-calcareo argillosi. Suoli simili, anche a carattere siltoso-argilloso, cioè a strati scagliosi, sono idonei alla coltivazione del Riesling che si adatta bene a quote tra i 200 e 320m dando vini fermi, frizzanti e spumanti di buona qualità. I massimi risultati si hanno in un ristretto areale di terre bianche con quota attorno ai 240-250m localizzato nella zona di Montalto Pavese, Oliva Gessi, Calvignano.

Il Pinot nero nelle zone vicine alla pianura può dare anche uve base per rossi, e nella zone più interne, ottime basi spumante e bianchi fermi o vivaci. Nella parte più occidentale si ha un comportamento simile, per quanto riguarda i vitigni rossi, alla zona precedente, mentre per i bianchi con il Riesling Italico si possono produrre vini fermi interessanti. Con il vitigno Pinot nero si possono invece produrre ottimi spumanti con un giusto rapporto tra acidità e grado zuccherino. Lo Chardonnay trova in questa zona le potenzialità sia per le basi spumante che per vini fermi, evidenziando quanto il vitigno si sia ben adattato alle terre dell’Oltrepò. In questa zona, per motivi legati alla tradizione e al confine piemontese, è presente il Cortese, vitigno vigoroso che, se posizionato in terreni poco fertili e caldi riesce a fornire ottimi vini bianchi profumati, leggeri, piacevoli.